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Strategie di prezzo

Strategia tariffaria per agriturismo: un esempio pratico

7 min di letturaAggiornato il 13 giugno 2026

Gli agriturismi hanno caratteristiche uniche: forte stagionalità, soggiorni più lunghi e una clientela attratta dall'esperienza più che dal prezzo. Vediamo un esempio concreto di strategia tariffaria pensata proprio per questa tipologia di struttura.

Il punto di partenza: conoscere la propria stagionalità

Prima di fissare qualsiasi prezzo serve dividere l'anno in periodi omogenei di domanda. Per un agriturismo tipico dell'Italia centrale possiamo individuare quattro fasce:

PeriodoStagioneDomanda
Giugno – Settembre, festivitàAlta stagioneMolto forte
Aprile – Maggio, OttobreMedia stagioneBuona
Weekend e ponti fuori stagionePicchi breviVariabile
Novembre – Marzo (feriali)Bassa stagioneDebole

Esempio di griglia tariffaria

Ipotizziamo una camera doppia con una tariffa di riferimento di 120 € a notte. Una possibile struttura tariffaria differenziata per stagione potrebbe essere:

PeriodoTariffa notteSoggiorno minimo
Alta stagione150 €3 notti
Media stagione120 €2 notti
Bassa stagione90 €Nessuno
Eventi locali / ponti160 €2-3 notti

Leva del soggiorno minimo

Per gli agriturismi il soggiorno minimo (MinLOS) è una leva potente: in alta stagione protegge dai soggiorni brevi poco redditizi, mentre in bassa stagione va eliminato per non scoraggiare le prenotazioni.

Gestire la bassa stagione senza svendere

L'errore più comune in bassa stagione è abbassare semplicemente i prezzi. Meglio invece aggiungere valore e creare motivi per prenotare:

  • Pacchetti tematici (degustazione, vendemmia, raccolta olive, esperienze in fattoria).
  • Offerte 'lunga permanenza' con sconto progressivo dalla terza o quarta notte.
  • Promozioni mirate per soggiorni infrasettimanali, quando la domanda è più debole.
  • Collaborazioni con ristoranti, cantine e attività esperienziali della zona.

Sfruttare gli eventi locali

Sagre, fiere, eventi enogastronomici e manifestazioni sportive generano picchi di domanda prevedibili. Costruisci un calendario degli eventi della tua zona per i prossimi 12 mesi e alza le tariffe (e il soggiorno minimo) nelle date interessate, con anticipo.

Last minute con prudenza

Le tariffe last minute servono a riempire camere altrimenti invendute, ma se diventano abituali insegnano ai clienti ad aspettare. Usale solo a ridosso della data e mai in modo sistematico in alta stagione.

La regola d'oro: misurare e correggere

Nessuna griglia tariffaria è perfetta al primo colpo. Imposta i prezzi, monitora l'andamento delle prenotazioni (il pick-up) rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente e correggi: se ti riempi troppo presto, probabilmente i prezzi sono bassi; se resti vuoto sotto data, vanno riviste tariffe o restrizioni.

Domande frequenti

Ogni quanto va aggiornata la strategia tariffaria di un agriturismo?

La griglia base si imposta una volta all'anno, ma va rivista mensilmente in base all'andamento delle prenotazioni e agli eventi della zona. In alta stagione conviene un controllo settimanale.

Conviene usare tariffe dinamiche anche per un piccolo agriturismo?

Sì, anche in forma semplice: bastano poche fasce di prezzo legate a stagione, occupazione ed eventi. Non serve un software complesso per ottenere i primi benefici, ma aiuta a gestire la cosa in modo sistematico.

Il soggiorno minimo riduce le prenotazioni?

In alta stagione no, perché la domanda è alta e il MinLOS aumenta il ricavo per prenotazione. In bassa stagione invece va tolto, perché rischia di scoraggiare i soggiorni brevi che sono comunque preziosi.

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